FOTOVOLTAICO A TERRA: C’E’ CHI DICE NO !

16 novembre 2011 at 13:50 Lascia un commento

PRESENTATO UN O.D.G. PER LIMITARE IL FOTOVOLTAICO A TERRA ED INCENTIVARE L’ISTALLAZIONE SUI TETTI.

In questi anni siamo più volte intervenuti per cercare di limitare la proliferazione indiscriminata degli impianti fotovoltaici a terra nel nostro comune, abbiamo presentato diverse interrogazioni  e proposte ma purtroppo la Giunta ha sempre risposto che il Comune non può intervenire in quanto la competenza in materia è della Regione Marche. Questo in parte è vero anche se abbiamo analizzato dei provvedimenti di alcuni Comuni, sia in Italia che nella nostre regione,  che sono riusciti comunque a regolamentare in parte, attraverso varianti e regolamenti, il fotovoltaico a terra incentivando al contempo l’utilizzo di superfici coperte come i tetti di capannoni e case. Siamo convinti comunque che la legge Regionale vada cambiata per dare ai comuni la possibilità di tutelare il proprio territorio sia dal punto di vista ambientale che turistico, per questo abbiamo presentato questo ordine del giorno.  Rimaniamo convinti che il fotovoltaico sia una risorsa importante ma crediamo che debba esserne incentivata l’istallazione su tetti e superfici coperte e che alcune zone del territorio debbano essere preservate.

Ecco il testo integrale  dell’ordine del giorno

Al Sindaco del Comune di Mondolfo

Mondolfo 11.11.2011

Oggetto: Ordine del Giorno per la regolamentazione degli  impianti fotovoltaici a terra

IL CONSIGLIO COMUNALE DI MONDOLFO

VISTO:

-       Il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 ad oggetto: “Attuazione della direttiva 2001/77/Ce relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità”;

-       Il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 19 febbraio 2007 ad oggetto: “Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell’art. 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387”;

-       che il comma 7 dell’art. 12 del D. Lgs. n. 387/2003 dispone che:

  • gli impianti di produzione di energia elettrica – di cui all’art. 2, primo comma, lettere b) e c) – possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici;
  • nell’ubicazione si dovrà tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale di cui alla legge 5 marzo 2001, n. 57 artt. 7 e 8, nonché del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 art. 14

-       che il comma 9 dell’art. 5 del D.M. 19.02.2007 dispone che, ai sensi dell’art. 12 – comma 7 – del D. Lgs. n. 387/2003, anche gli impianti fotovoltaici possono essere realizzati in aree classificate agricole dai vigenti piani urbanistici senza la necessità di effettuare la variazione di destinazione d’uso dei siti di ubicazione dei medesimi impianti fotovoltaici;

-       che le Linee Guida emanate con il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 10/09/2010 all’articolo 16 comma 4 indicano, “nell’autorizzare progetti localizzati in zone agricole caratterizzate da produzioni agricole di qualità (…) e/o di particolare pregio rispetto al contesto paesaggistico-culturale, deve essere verificato che l’insediamento e l’esercizio dell’impianto non comprometta o interferisca negativamente con le finalità perseguite dalle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo (…), alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale”;

-       che lo stesso decreto di cui sopra all’articolo 16 comma 1C indica “il ricorso a criteri progettuali volti ad ottenere il minor consumo possibile del territorio, sfruttando al meglio le risorse energetiche disponibili”;

PREMESSO CHE:

-         i temi della qualità dell’aria, del risparmio energetico, del risparmio idrico, la conservazione del territorio agricolo e l’uso di energie alternative sono tra quelli posti come prioritari dal nostro Comune in tutte le sue azioni;

-       la tecnologia fotovoltaica consente di produrre energia “pulita”, utilizzando una fonte rinnovabile, tuttavia non la si può considerare priva tout court di impatto sull’ambiente, in quanto occorre distinguere tra le diverse tipologie di impianto.

-       gli impianti di grossa taglia hanno un impatto visivo molto forte nelle nostre campagne e colline, conosciute anche dai turisti per la dolcezza dei panorami, fino a ieri incontaminati, e vanno a deturpare la bellezza di un territorio ricco di storia, in cui la salvaguardia paesaggistica, ambientale, storica e turistica – tutelati anche dall’art. 9 della Costituzione della Repubblica – è fonte di vita e di ricchezza per intere comunità che vivono sul turismo. Questo impatto visivo non solo va a svalutare la bellezza dei paesaggi ma, di conseguenza, anche il valore dei casolari rurali tipici del tessuto urbano rurale marchigiano, con conseguente penalizzazione sia del mercato immobiliare privato sia del territorio;

-       la forte concentrazione di potenza installata su pochi e grossi impianti realizzati al suolo rischia in poco tempo di vanificare quella che è la caratteristica peculiare ed interessante dell’energia solare, ovvero la produzione/generazione distribuita sul territorio grazie a piccoli/medi impianti; essendo previsto un limite massimo di potenza installabile che può fruire delle attuali agevolazioni pubbliche, questi grossi impianti a terra rischiano di precludere ad altre utenze la possibilità di accedere a tali benefici;

-         gli impianti integrati sull’involucro esterno degli edifici di taglia piccola e media (fino a 200 kWp di potenza) godono di una serie di vantaggi fondamentali rispetto alle grandi centrali a terra

-         i grandi impianti fotovoltaici a terra sono spesso solo forme di speculazione finanziaria a spese della collettività e nessuno li realizzerebbe se non spinti dagli incentivi statali, che pagano i cittadini attraverso le tasse; tali impianti possono essere realizzati solo da grandi società che vendono energia, dove più vendono e più guadagnano, quindi concettualmente contrarie alla riduzione dei consumi;

-         ad oggi le energie rinnovabili sono in grado di realizzare solo una minima parte del fabbisogno energetico e, affinché possano dare contributi rilevanti, occorre prima ridurre gli sprechi e le inefficienze; e solo se si è proprietari di un piccolo impianto per l’autoconsumo si ha una reale motivazione a ridurre i consumi;

PRESO ATTO CHE:

-       la Regione Marche, con propria DACR n. 13 del 30/09/2010 e successiva DGR 1756 del 17/12/2010 concernente la “individuazione delle aree non idonee per l’istallazione di impianti fotovoltaici a terra”, ha recentemente recepito le Linee Guida nazionali, emanate con il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 10/09/2010 in materia di impianti di produzione di elettricità da fonti rinnovabili, avanzando un passo verso la tutela del territorio agricolo e del paesaggio rurale delle Marche;

-         molti Comuni, Province ed enti in Italia e anche nelle Marche stanno incentivando l’uso del fotovoltaico su tetti e coperture al fine di preservare il territorio, limitandone la proliferazione a terra;

-         la Regione Puglia, con deliberazione regionale n. 1947 del 20/10/2009 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale pugliese n. 174 del 4/11/2009, ha vietato l’installazione di impianti fotovoltaici a terra in zone agricole;

-         un Consiglio di 10 sindaci (aderenti al programma delle Nazioni Unite dedicato allo sviluppo sostenibile “Agenda 21”) in provincia di Torino ha già deliberato i primi indirizzi per la prevenzione del consumo di suoli agricoli causato da impianti fotovoltaici a terra;

-         la Coldiretti ha recentemente espresso una chiara posizione contraria all’utilizzo dei terreni agricoli per gli impianti fotovoltaici, spesso a soli fini speculativi, che finiscono per danneggiare l’esercizio dell’attività agricola stessa e lo sviluppo sostenibile del territorio;

-         la Regione Veneto, nell’articolo 4 della legge finanziaria 2011, blocca fino al 31 dicembre 2011, qualunque autorizzazione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli, in attesa di emanare una regolamentazione in merito;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

-         ad intervenire presso la Regione Marche affinché venga modificato l’art. 12 dell’Allegato A della delibera regionale n. 1756 del 6-12-2010 per permettere ai singoli comuni di decidere eventuali restrizioni delle aree idonee all’installazione degli impianti fotovoltaici;
-         ad orientare eventuali società proponenti impianti a terra di ricercare siti in aree a destinazione produttiva, su superfici coperte già esistentio, in alternativa, siti all’interno della perimetrazione dell’abitato, al fine di incentivare l’utilizzo di fotovoltaico in primo luogo su superfici già compromesse in termini di suolo perso, quali tetti di case e capannoni, aree adibite a parcheggio, centri commerciali, altre superfici. Un’alternativa interessante, sull’esempio di altre realtà nordeuropee, potrebbe essere quella di installare, nei modi più consoni, impianti fotovoltaici lungo i bordi già compromessi dei percorsi autostradali;
-         a sensibilizzare e supportare le imprese agricole su un razionale utilizzo del fotovoltaico,in particolare per quanto riguarda l’installazione sui tetti per non consumare terreno, con il sussidio delle organizzazioni di categoria;
-         a sensibilizzare e supportare le aziende industriali, artigianali e commerciali ad impiantare la tecnologia fotovoltaica sui tetti dei propri capannoni: la posa degli impianti permetterebbe anche la contestuale rimozione/sostituzione di molte coperture in cemento-amianto (eternit) ormai obsolete e almeno parzialmente degradate, servizio che altrimenti dovrebbe sostenere il Comune o il privato, e che invece sarebbe a costo zero perché le ditte che installano i pannelli fotovoltaici svolgono tutte anche il servizio di rimozione e smaltimento eternit;

 -         a promuovere, tramite l’istituzione di un apposito sportello, l’installazione di piccoli impianti famigliari al fine di creare una sensibilità diffusa nei confronti del problema energetico, nonché favorire un’equa e collettiva distribuzione degli utili resi possibili dagli incentivi distribuiti grazie a una tassa che colpisce tutti i consumatori.

Nicola Barbieri                                                                     Carlo Diotallevi

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